LETTERE DALL’ITALIA

Con la lettera di Tonino Murru inauguriamo uno spazio, aperto ai vostri contributi, dove parlare della drammatica situazione che stiamo vivendo e del ruolo che la nostra Associazione dovrà avere nel mondo che verrà.

All’Unima Italia

Dieci giorni fa ho ricevuto una telefonata inaspettata, per conto dell’Unima, dal nostro amico burattinaio Walter Broggini.
Dopo quella chiamata ho maturato la necessità di scrivere una risposta articolata alla domanda proposta: “Come state?”
“Beh, direi così così, ci stavamo risollevando dalla crisi del 2008 e dalla chiusura del nostro teatro nel 2018, quando la Compagnia ha rischiato il fallimento e ora Covid19!”.
Ma la telefonata dell’Unima mi ha sollecitato ad assumermi delle nuove responsabilità.
La nostra Compagnia, nel 1982 a Charleville Mézières ha conosciuto Cesare Felici e quindi l’Unima Italia e da allora con alti e bassi ha rinnovato l’iscrizione e pagato le quote.
Nata a Praga nel maggio 1929, ad opera di burattinai e marionettisti, che fondarono una associazione di categoria internazionale, con i principi di solidarietà, curiosità e scambio per viaggiare oltre le frontiere, sino ad oggi è stata l’unica organizzazione-faro, per tutti quelli che si affacciavano a questo mestiere.
Ho l’impressione che, anche se l’Unima Italia ha perso negli anni qualche tappa, possa ancora vincere il giro del mondo marionettistico, rinnovando efficacemente quei presupposti che furono alla nascita dell’Associazione, per professionisti, amatori, studiosi, dilettanti legati dalla stessa passione per il mondo del teatro di animazione o figura.
La sospensione dell’insediamento del nuovo consiglio direttivo, dato dall’ingresso nel mondo di “Nostra Signora Corona Virus”, pandemia in un mondo comandato dal capitalismo o come dice Papa Francesco dal Dio Denaro, può rappresentare una opportunità per riflettere in generale su come il mondo dovrà cambiare in meglio.
Quali dovranno essere i principi imprescindibili per la pratica quotidiana di una associazione come l’Unima?
Sicuramente la Generosità, la Curiosità, la Solidarietà e avere un programma che favorisca sempre il bene comune.
L’Italia è stata Patria di grandi burattinai ma ho l’impressione che oggi i burattini a guanto, in particolare, siano ritenuti dai giovani un mezzo non in grado di confrontarsi con la contemporaneità.
Magari il non conoscere e il non aver visto, nei festival nazionali e internazionali, spettacoli e nuove drammaturgie italiane, scritte negli ultimi quarant’anni, può sfiduciarli e allontanarli dal pensare che questo strumento artistico sia ancora in grado di esprimersi teatralmente.
I pochi giovani che si affacciano a questo mestiere, facendo riferimento solo allo spettacolo di tradizione e ispirati principalmente dalla poetica del proprio maestro, vi rimangono imbrigliati e potrebbero non trovare la loro strada, correndo così il rischio di abbandonare quest’arte o di abbassare il livello per mancanza di ricerca e studio propri, trasformandola in mero intrattenimento.
Quindi è fondamentale che l’Unima favorisca lo studio e la ricerca di una necessità artistica prima ancora del puro mestiere.
E che si preoccupi di aiutare e far circolare le nuove scritture, anche di linguaggi diversi rivolti a tutto il pubblico, bambini e adulti, promuovere e patrocinare i festival che prediligono in questo momento la qualità rispetto alla quantità, far sì che il teatro di figura nei suoi vari linguaggi riacquisti la fiducia che merita.
Dovrebbe adoperarsi affinché i giovani o in generale gli artisti, che vogliono sfidarsi nella professione, vengano meritoriamente aiutati e agevolati nell’impresa, incoraggiati e stimolati nell’apprendere il percorso senza false illusioni e “ pacche sulle spalle”.
In questo momento storico siamo completamente circondati da sentimenti e comportamenti negativi, l’invidia, la gelosia, l’egoismo e l’individualismo la fanno da padrone.
Nella vita così come nelle arti.
La solidarietà si vede molto lontana così come l’altruismo e la coscienza collettiva: a mio parere il compito dell’Unima al giorno d’oggi deve essere quello di rinvigorire e riappropriarsi con forza dei principi ispiratori dei padri fondatori.
Una proposta: l’Unima, in quanto associazione pubblica e non privata, ha la possibilità di proporre, nei festival che riconoscono l’associazione, una percentuale di spettacoli innovativi con drammaturgie nuove della propria nazione?
I giovani e i nuovi iscritti ne sarebbero avvantaggiati immediatamente.
Ecco. Questo in sintesi il mio contributo: sono disposto a lavorare con coscienza ad una associazione che cerca il bene comune e pensa che la forza sia nel pensiero associativo e inclusivo.

Con stima e affetto
Tonino Murru
Is Mascareddas

Settimo San Pietro, 25 Aprile 2020.