GIONATA FRANCESCONI

Gionata Francesconi – Scultore e Burattinaio
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Pagina Facebook : Gionata Francesconi
Viareggio (Lu) e Firenze

Il Maestro Gionata Francesconi respira fin dall’infanzia l’ambiente artistico e creativo che animò l‘Italia degli anni sessanta.
Frequenta case di artisti e scrittori che hanno segnato in modo indelebile il primo novecento nel campo della letteratura, pittura e scultura.
Gionata vive queste atmosfere vicino al papà Mario ed alla mamma Diana, artisti che hanno vissuto intensamente nella seconda metà del novecento insieme a tanti Maestri.
Mino Maccari ha visto fin da piccolo Gionata che con i suoi occhi ingenui e puri ammirava le opere del Maestro e seguiva le tracce delle sue creazioni come rapito dalla bellezza dell’espressività. Romano Bilenchi, amico di famiglia, con amorevole ed affettuosa vicinanza portava Gionata per mano tra la passeggiata ed il molo di Viareggio. Romano dedica a Gionata ed alla sua famiglia un racconto, Padre e figlio, pubblicato prima sull’Approdo, dopo su Amici, e poi sulle Opere di Romano Bilenchi edite da Rizzoli. Moses Levy abitava a pochi passi dalla famiglia di Gionata il cui padre, pittore amico di Levy, frequentava dialogando d’arte durante cene a base di cous cous. Cesare Zavattini amico del giovane Mario stimò subito i suoi primi lavori incoraggiando l’artista e frequentando la casa di Roma, crocevia dei maggiori esponenti del cinema e della letteratura. Leonida Rèpaci, con il quale il padre Mario debuttò nel Premio Viareggio del 1960, si dilettava a portare il piccolo Gionata sul mare e sulla passeggiata. Gionata ascoltava già i racconti e la musica dell’arte dello scrivere. Primo Conti, estimatore del padre, frequentava la famiglia nel corso degli anni in occasione del Premio Viareggio. Venturino Venturi, caro amico, accoglie con grande affetto Gionata, il quale rimane profondamente colpito dalla sua particolare spiritualità espressa nella scultura e nasce così una intensa collaborazione – anche grazie alla comune passione per Pinocchio – che si concretizza con la realizzazione della scultura di S. Giovanni Gualberto a Vallombrosa. Alfredo Morescalchi, scultore umorista e amico, con il suo humor grottesco affascina Gionata e gli svela i segreti nascosti nella realizzazione dell’arte della caricatura. Francesco Francesconi, nonno di Gionata e Maestro della cartapesta, gli insegna le magie di un’arte antica.
Dal 1982 al 2014 Gionata lavora come costruttore per la manifestazione del Carnevale di Viareggio, e parallelamente collabora alla realizzazione di prestigiose scenografie all’Opéra di Parigi per il balletto di Nureyev, con un particolare dell’ambientazione della storia di Cenerentola nel mondo del cinema degli anni trenta. Altre installazioni scenografiche vengono realizzate per Bomarzo, il Teatro dell’Opéra di Versailles, la Cattedrale di Ginevra ed il Festival Pucciniano. Gionata realizza inoltre nel 2007 l’imponente ingrandimento scultoreo in bronzo del Maestro Inaco Biancalana, opera denominata L’Attesa, ed installata sul molo della città di Viareggio. Fin dall’infanzia impara il mestiere di burattinaio affiancando il suo Maestro Serafino Bianchi detto Gioves, discendente di una famiglia di saltimbanchi. Si dedica negli anni alla ricerca e restauro di marionette rare e burattini d’epoca, giungendo ad avere una ricca collezione con pezzi del settecento, ottocento e novecento, ed inizia lui stesso a condurre ed ideare spettacoli e rappresentazioni teatrali, mantenendo così viva la tradizione del Teatro di Figuraattraverso la conservazione dei copioni originali e delle scenografie dipinte a mano insieme al suo inseparabile teatro dell’ottocento. Nel corso degli anni coltiva con curiosità e studio il mondo della scultura, aprendo il sipario sull’arte sognante di Maestri come Auguste Rodin, Donatello, Medardo Rosso, Venturino Venturi, Arturo Martini, Marino Marini, Alberto Giacometti e Honoré Daumier, ed accendendo così le luci di un interminabile spettacolo chiamato passione.